Le avventure di Rick and Morty sono tornate con la nuova ottava stagione su Netflix. I personaggi creati da Justin Roland e Dan Harmon sono ormai diventati un’icona delle serie animate televisive. Fin dal loro debutto come semplice opera parodica di grandi film cult come Inception e Jurassic Park, il duo comico è stato protagonista di improbabili e allucinanti avventure spaziali diventando una vera e propria serie comica e grottesca, con tantissimi episodi drammatici che hanno portato alla maturazione dei suoi protagonisti.
L’ultimo episodio della settima stagione di Rick and Morty ci aveva lasciato con un finale che metteva in luce la paura più profonda di Morty, non buchi neri super galattici o esperimenti di laboratorio degenerati in creature succhia cervello, ma la semplice paura che, se gli fosse successo qualcosa, suo nonno non sarebbe andato a salvarlo; che se in una avventura si fosse trovato in pericolo a rischiare la sua stessa vita, suo nonno non sarebbe stato lì accanto con lui. Un episodio che ha dimostrato ancora una volta ai fan della serie quanto lo show animato stia proseguendo su una strada, che oltre a puntare su brillanti situazioni comiche e parodistiche, non vuole dimenticare le profonde personalità dei suoi personaggi lungo il cammino.
Nichilismo e Disillusione

La serie creata dai due autori comici Justin Roiland e Dan Harmon nell’ormai lontano 2013, ha compiuto nella sua evoluzione lunghi salti e slalom per schivare inutili etichette che potessero inchiodarla come banale serie animata di parodia. Infatti, la serie nasce come corto animato parodistico di Ritorno al futuro e dei suoi due protagonisti Doc e Marty.
La serie TV fin dai suoi primi minuti si presenta come un’opera sfacciatamente nichilista, in cui il vasto universo a portata di mano (o più precisamente, di spara-porte) è essenzialmente privo di qualsiasi senso, ed abitato solamente da creature mostruose che pensano a soddisfare i propri bisogni. A differenza di molte serie TV Sci-fi d’avventura, come Doctor Who o Star Trek, in cui gli episodi hanno un lieto fine, in Rick and Morty il finale degli episodi è un lieto fine dal retrogusto amaro. L’episodio può definirsi concluso in maniera positiva grazie al fatto che gli eroi sono riusciti a sopravvivere all’ennesima invasione aliena o ad una mutazione genetica che ha distrutto il pianeta, ma si portano dentro di sé un profondo senso di malessere e disagio per ciò che hanno visto e vissuto.
Rick è un personaggio disilluso dalla vita e profondamente egoista, incapace di legarsi emotivamente alle persone dopo aver perso la moglie in un tragico incidente. Ma il suo carattere cinico e scorbutico viene messo alla prova dal nipote Morty, che in contrasto con il nonno è sia spaventato sia affascinato dall’universo, e troverà in quest’ultimo un campo di prova per la propria adolescenza.
Uno Show Ormai Inarrestabile

Nonostante Justin Roiland abbia perso la conduzione della show a causa di una accusa di violenza domestica da parte dell’ex fidanzata, lo show animato è riuscito a mantenere alto il livello di qualità dei suoi episodi. Ormai lo scienziato più folle e leggendario dell’universo e il suo fido nipote sono praticamente inarrestabili. La scrittura dei personaggi non è mai macchiettistica o riduttiva, ogni membro della famiglia Smith attraversa i propri problemi personali ed esistenziali, la dimensiona intima dei personaggi viene approfondita ad ogni episodio. I dialoghi sono sempre acuti ed intelligenti, e lasciano trasparire chiaramente la caratterizzazione di ogni personaggio.
Jerry, il genero sfigato e incapace di Rick, ha compiuto un arco di evoluzione narrativa entusiasmante, passando da mero espediente narrativo comico a padre di famiglia problematico in cerca di riscatto. Un uomo che sente costantemente la competizione con il padre, sempre geniale e divertente, della moglie. Summer non è più una ragazza snob infastidita dalle avventure del nonno e del fratello, ma anzi, ora è diventata invidiosa del tempo che Morty passa con il nonno e cerca ogni scusa per trascorrere del tempo con lui. Beth, è probabilmente il personaggio più complesso da decifrare, sta ancora cercando di affrontare e superare l’abbandono del padre quando era ancora piccola e la perdita prematura della madre di cui sta perdendo ogni ricordo. E nelle ultime stagioni ha scoperto un nuovo lato di sé, cioè quello della spietata sicario-killer.
Creatività senza Limiti

Anche in questa stagione la serie inizia prendendo in giro lo spettatore con un episodio che inizia in una realtà simulata in cui Summer e Morty sono rinchiusi per aver osato rubare il caricabatterie di Rick senza restituirglielo. Lo show torna a giocare con archetipi narrativi e cliché tipici del cinema. Morty e Summer escono dalla simulazione senza più riuscire a distinguere cosa è finzione e cosa no scatenando una serie di reazioni a catena che portano Morty a impazzire a causa di ricordi fabbricati di una guerra assurda per la conquista del caricabatterie.
Episodi neo-western, space opera e horror in salsa balck humor, scritti con ritmo trascinante e coinvolgente, con cameo di personalità del cinema degne di nota come James Gunn e Zack Snyder. Lo spessore della serie animata ha raggiunto un tale livello nella scrittura e nella caratterizzazione da riuscire ormai a scriversi da sola, con Rick e Morty che ormai sono anche consapevoli di vivere all’interno di una serie TV a causa dell’episodio meta-narrativo in cui Morty ha scoperto che esistono dei titoli di testa.
Lo show è stato rinnovato ancora fino alla dodicesima stagione, una notizia entusiasmante per tutti i fan della serie, che ormai si prepara a entrare di diritto nell’olimpo delle serie animate al livello de I Simpson e Futurama.

