Il cinema ci emoziona anche con le note, negli anni 80 la musica era importante tanto quanto le immagini, diventando un fenomeno culturale che ha caratterizzato questo decennio. Ci sarebbero tanti esempi da citare ma ci soffermeremo su quelli che, grazie alle varie citazioni presenti in una famosa serie ambientata negli anni 80 che si è conclusa recentemente e della quale non facciamo il nome, ascoltiamo ancora oggi.
La Storia Infinita

La colonna sonora è stata affidata a due personaggi stilisticamente diversi ma che, grazie alla loro collaborazione, hanno creato una soundtrack davvero iconica e subito riconoscibile. Il compositore jazz Klaus Doldinger e il mitico Giorgio Moroder. Per scelte stilistiche e di produzione sono state rilasciate due versioni della colonna sonora, quella di Doldinger per la Germania e una alternativa di Moroder per il pubblico statunitense.

Quest’ultimo scrive insieme al batterista e compositore inglese Keith Forsey l’indimenticabile NeverEnding Story interpretata dal parrucchiere più sobrio degli anni 80: Limahl. Una ballad synthpop che, esattamente come il titolo di questo classico del cinema, non ha un inizio né una fine. Sfruttando infatti il fade in all’inizio e il fade out alla fine del brano, ci trasmette una sensazione di circolarità e di infinito che rende tutto fantastico esattamente come le ambientazioni del film. A parte i traumi che questo film ci ha regalato e che ci portiamo ancora dietro resta sicuramente un cult dove la colonna sonora è protagonista quanto i personaggi.
Highlander

Christopher Lambert prima di conoscere la nostrana Alba Parietti è Connor McLeod, un guerriero immortale istruito dall’immenso Sean Connery che deve combattere nel corso dei secoli con altri guerrieri immortali fin quando l’ultimo rimasto possa ottenere l’agognata “Ricompensa”. Ovviamente nel modo più divertente in stile Hollywood: Decapitando gli avversari.
La colonna sonora è affidata a Michael Kamen affiancato dalla rockband più famosa di quegli anni, i Queen scrivono Prince of the Universe: un brano Heavy metal adrenalinico con sfumature epiche. Nel videoclip un baffuto Freddie Mercury incrocia le spade con Christopher Lambert come solo una regina come lui può fare. Oltre a questo scrivono una romantica ballad orchestrale col testo del chitarrista Brian May scritto nel tragitto in taxi verso lo studio di registrazione: Who wants to live forever è il vero grande successo della band che sarà anche il tema musicale principale utilizzato da Michael Kamen.

Il testo tratta il tema del dolore eterno dell’immortalità: Connor McLeod, che non può morire, deve assistere all’invecchiamento e alla morte della persona che ama; nella soundtrack vengono inclusi anche Gimme the prize e One year of Love. Insomma un capolavoro dopo l’altro che i Queen decidono di pubblicare come album della band, quindi distaccati da quello che sarebbe diventato un franchise con 3 seguiti e una serie tv. Un caso particolare in cui probabilmente la colonna sonora ha avuto più successo del film stesso.
Ritorno al Futuro

Temi musicali e brani pop si legano perfettamente diventando anche in questo caso protagonisti tanto quanto la trama e i suoi personaggi, il leitmotiv musicale del film è affidato ad Alan Silvestri che già dalle prime tre note ci fa salire a bordo della DeLorian (nella prima stesura del copione la macchina del tempo era inizilmente un un frigorifero) e con lo sviluppo della melodia ci lancia a 88 miglia l’ora verso il passato,il presente e il futuro. La forza di questo film si basa anche sulla presenza di brani pop: nelle scene ambientate nel 1955 possiamo ascoltare hit di quel periodo come Mr.Sandman,The Wallflower di Etta James e l’iconica Johnny B. Goode.
Nella colonna sonora viene incluso un brano scritto appositamente per il film, un up tempo con chitarre distorte e synth brass dona il successo mondiale a Huey Lewis and The News: Power of love, come per il tema di Alan Silvestri, la chiave vincente è la riproposta del brano anche in modo “subliminale”.

Oltre ad ascoltarla nella prima parte del film, quando Marty sfreccia in skate per il centro di Hillvalley, possiamo ascoltarla in versione strumentale durante la scena dell’audizione nella quale troviamo il cameo di Huey Lewis che boccia la band di Marty dopo aver interrotto proprio il suo brano, nel secondo capitolo della saga Marty, invecchiato e padre di famiglia, strimpella il brano alla chitarra e nella scena finale del terzo capitolo la sentite suonare nell’autoradio di Needles interpretato da Flea, bassista dei Red Hot Chilli Peppers.
Alcuni film come questi hanno dato vita a note immortali che vanno oltre il semplice sottofondo, trasformandosi in una vera guida narrativa ed emotiva e in un fenomeno culturale capace di sopravvivere persino al ricordo delle immagini.

