Ci sono serie che inizi quasi per distrazione. Premi play senza troppe aspettative, magari pensando che ne guarderai solo una puntata. His & Hers per me è iniziata così. E poi, senza accorgermene, non sono più tornata indietro… Finendola in una notte.
Questa miniserie, disponibilie su Netflix, mi ha sorpresa come non succedeva da tempo. Mi ha spiazzata, confusa e affascinata. E soprattutto mi ha lasciato addosso quella sensazione rarissima per cui, una volta finita, senti il bisogno di parlarne con qualcuno. Di confrontarti. Di chiedere: “Tu cosa hai visto davvero?”
Nulla è chiaro o stabile

His & Hers è una storia che gioca con la percezione e con una verità continuamente sfuggente. Nulla è mai completamente chiaro e nulla è davvero stabile. Quando si pensa di aver capito dove sta andando la narrazione, lei cambia direzione. E ci costringe a rimettere tutto in discussione.
Non bisogna credere a nessuno
È una serie che non accompagna con gentilezza, ma che provoca, perché mette davanti a punti di vista diversi, spesso incompatibili, e lascia il compito, scomodo ma affascinante, di decidere a chi credere. O se credere a qualcuno sia davvero possibile.
Un finale che lascia a bocca aperta

Il finale è semplicemente imprevedibile, non nel senso urlato del colpo di scena a tutti i costi, ma in quello più sottile e disturbante. Arriva dopo aver fatto credere di avere il controllo, di aver capito tutto e di aver ricomposto il puzzle. Pure con la presunzione di credere, in quanto ci sentiamo ormai esperti di thriller, di sapere già come finisce. Poi un ultimo tassello cambia l’immagine intera e resti lì, di stucco, a ripensare a tutto quello che hai appena visto e che mai avresti immaginato!

Non a caso, appena ho finito la serie, ho fatto una cosa che faccio raramente, quella di girare il titolo a tutti i miei amici. “Guardala”, “poi ne parliamo”, “ho bisogno di sapere cosa ne pensi”. E quando una serie lascia questo, ha vinto.

