Norimberga domina in Italia: numeri record che il resto del mondo non ha visto

Norimberga domina in Italia: numeri record che il resto del mondo non ha visto

La cronaca del processo più importante del ventesimo secolo: Norimberga non è la classica “americanata” scritta dai vincitori, ma il tentativo di portare sullo schermo le paure e le fragilità che anche i responsabili di uno dei più grandi delitti al genere umano possono vivere. Ma questo racconto di storia ha ottenuto il maggiore successo in Italia pur non essendo stata effettivamente protagonista.

Un esempio di dramma storico

Il film è basato sul romanzo Il nazista e lo psichiatra di Jack El-Hai e si concentra sul lavoro dello psichiatra dell’esercito americano Douglas Kelley (Rami Malek) il quale viene incaricato di occuparsi della salute mentale dei ventidue leader nazisti sotto custodia delle forze alleate. Tra questi c’è anche l’ex braccio destro di Hitler: Hermann Goering (un magistrale Russel Crowe) che instaurerà un rapporto ambiguo e psicologicamente complesso col dottor Kelley, il quale considera il panciuto narcisista l’argomento per il suo primo libro.

La narrazione non è la classica celebrazione dei buoni contro i cattivi da condannare, piuttosto uno spunto di riflessione sulle effettive responsabilità dei crimini attuati dal regime nazista prima di tutto; scendendo in profondità nei dialoghi e nei silenzi delle scene molto fedeli ai fatti reali non verrà difficile cogliere la neanche sottile critica all’ipocrisia umana che condanna solo chi si trova in condizione di “svantaggio”.

Un tema molto forte che porta sullo schermo il concetto di Natura del Male perché il Male non è qualcosa che nasce fuori dal nostro mondo ma può nascere in chiunque lo stesso Male che nasce dal potere, si diffonde con la propaganda e punta alla manipolazione. Pur essendo un dramma storico è quanto mai attuale, cambiano i protagonisti ma la Storia può ripetersi se dimentichiamo il passato.

Il forte legame all’Italia

Se l’Italia non è stata protagonista nel processo di Norimberga è perché, pur essendo alleata della Germania nazista, ha cercato comunque di liberarsi da questa stretta. Una memoria forse più radicata di quello che crediamo ma non basta solo la voglia di conoscere la storia per spiegare il successo che ha avuto Norimberga nelle sale italiane.

Per questo motivo sarebbe giusto analizzare diversi fattori, ad esempio la qualità del cast che vede Russel Crowe, che per noi sarà sempre il Gladiatore Massimo Decimo Meridio, e Rami Malek conosciuto prima per Mr. Robot e successivamente in Una Notte al Museo e per un “Freddie Mercury” incredibilmente somigliante; altro fattore da non sottovalutare è l’interesse al macrotema bellico delle dittature ancora presente nello stivale italico e che quindi crea interesse e dibattito (a volte il passaparola funziona più delle sponsorizzate)

Norimberga è un film da vedere, una lezione di storia che non manca di pathos e di colpi di scena. La vera svolta nel film è leggere le didascalie finale (classico clichè dei biopic e dei film storici) nelle quali scopriamo cosa è accaduto ai personaggi dopo gli eventi che sono stati raccontati. Non è un lieto fine per nessuno perché quando si vive la guerra non ci sono vincitori ma soltanto vinti.
 

Danilo Montagnino

Danilo "Dano" Montagnino. Classe 1986. Sono un bassista, arrangiatore e sceneggiatore. Il mio lavoro si concentra per lo più in teatro e mi piace "succhiare il midollo stesso della vita" attraverso i film che sono la parte più importante del tempo che dedico a me stesso concentrandomi maggiormente sulle emozioni e le colonne sonore.