Il 2026 si preannuncia già un anno estremamente ricco di sorprese cinematografiche, con tanti blockbuster pronti a uscire nelle sale: da Avengers: Doomsday a Dune parte 3, passando per Odissey di Christopher Nolan e Spiderman Brand New Day. Ma anche il cinema indipendente sta scaldando i muscoli, e anche quest’anno non sarà da meno. Lo studio di produzione e distribuzione americano A24 (Everything, Everywhere All At Once, The Brutalist) ha già annunciato numerosi film che usciranno quest’anno.
Da quando è nato A24 ha saputo rinnovare e reinventare il concetto di produzione e distribuzione del cinema indipendente creando una vera e propria estetica e influenza riconoscibile in molti dei suoi lavori. Basti pensare al film Saltburn del 2023 che, nonostante non sia un film A24, restituisce molte delle atmosfere tipiche di alcuni film dello studio americano. E come ogni anno il celebre studio che ha creato la corrente dell’eleveted horror (Hereditary, Midsommar, The Witch) si prepara a ridefinire con i suoi stilemi cinematografici il cinema indipendente.
The Moment di Aidan Zamiri

Scritto e diretto da Aidan Zamiri, filmmaker di video clip musicali per Charlie XCX, Billie Eilish e FKA Twigs, e nato da un idea dell’artista britannica Charlotte “Charlie XCX” Aitchison, il film è un mockumentary sul tour della cantante pop in cui mostra la cruda realtà che si nasconde dietro l’industria musicale.
Durante il suo tour Sweat, Charlie XCX mandò un messaggio al suo collaboratore Aidan Zamiri, in cui gli spiegava come si sentiva a livello umano durante il suo tour rispetto a tutto a ciò che aveva, un “messaggio diario” come lo avrebbe definito poi il regista. Da quel momento Zamiri e Bertie Brandes hanno buttato giù una sceneggiatura, con l’aiuto della cantante, in pochi mesi. Non un documentario celebrativo ma un’opera più intima e con i piedi per terra. Nel film saranno presenti oltre a Charlie XCX, Alexander Skarsgård, Rosanna Arquette, Isaac Cole Powell, Kylie Jenner, Rachel Sennott, Arielle Dombasle, Hailey Benton Gates, Mel Ottenberg, Richard Perez, e la cantante Shygirl.
La popstar britannica è conosciuta per la sua incredibile originalità sia musicale sia stilistica, che ha mostrato soprattutto con il suo ultimo album Brat uscito nel 2024, dal design retro e grezzo. Invece di piegarsi al vizio comune di molte star musicali che negli ultimi mesi hanno riempito le sale con documentari autocelebrativi e patinati, la cantante si è ancora una volta distinta preferendo l’autenticità e l’originalità. Un’opera che in futuro ridefinirà i documentari musicali.
Pillion di Harry Lighton

Un film erotico sulla storia d’amore tra due uomini impegnati in una relazione sadomasochista con protagonisti Alexander Skarsgaard e Harry Melling (Harry Potter, Macbeth).
Colin, un uomo gay introverso, vive con i suoi genitori e svolge un lavoro umile assegnando multe per divieto di sosta, mentre coltiva il suo hobby di cantare in un quartetto barbershop. Una sera al pub, Ray, un membro incredibilmente affascinante di una banda di motociclisti locale, gli passa un biglietto. I due si incontrano il giorno di Natale in un vicolo della via principale, dove Ray, senza dire una parola, induce Colin a praticargli sesso orale. Ray invita Colin a casa sua, dove Colin viene ingenuamente iniziato a una rigida relazione BDSM. Abituandosi allo stile di vita di Ray, Colin si rasa la testa e si unisce alla banda di motociclisti. Ma i genitori di Colin esprimono preoccupazione per quanto poco Colin sappia di Ray.
L’opera è scritta e diretta da Harry Lighton, con il suo debutto alla regia nel suo primo lungometraggio, e tratta dal libro Box Hill di Adam Mars Jones. La pellicola uscirà in Italia il 12 febbraio, mentre nel resto del mondo è già stato accolto in maniera positiva dalla critica. Il film a differenza dello spento e piatto Cinquanta sfumature di grigio offre uno sguardo appassionante nel mondo del masochismo.
How To Make a Killing di John Patton Ford

Glen Powell dopo essere scampato alla morte in The Running Man, l’ultimo film di Edgar Wright, torna anche quest’anno con una commedia nera dalle sfumature thriller. Nel ruolo di un povero rinnegato da famiglia immensamente ricca e ora in cerca di vendetta e riscatto, Powell sarà affiancato dall’attrice Margaret Qualley, nel ruolo di una avida Lady Macbeth.
La storia è incentrata su Becket Redfellow (Glen Powell), un emarginato della classe operaia che è stato ripudiato alla nascita dalla sua famiglia scandalosamente ricca, i Redfellow. Nonostante l’allontanamento, Becket crede di essere il legittimo erede della fortuna dinastica della famiglia, pari a ben 28 miliardi di dollari. C’è solo un problema: sette parenti gli ostacolano la linea di successione. Piuttosto che aspettare che la natura faccia il suo corso, Becket decide di accelerare il processo. Spinto dal ricongiungimento con un’amica d’infanzia e complice (Margaret Qualley), elabora un piano meticoloso e sempre più folle per eliminare ogni singolo parente che gli sbarra la strada verso i miliardi.
Il film segue l’ascesa (o la caduta) di Becket mentre elimina uno ad uno i membri eccentrici, terribili e ricchi della sua famiglia, il tutto evitando i sospetti delle autorità e destreggiandosi nella politica insidiosa del mondo dell’élite a cui desidera disperatamente appartenere.
André in an Idiot di Tony Benna

Qual é il modo migliore di affrontare una diagnosi di tumore? Il film vincitore del Sundance Film Festival del 2025 André is an idiot ha riscosso un successo inaspettato, ricevendo il consensus e il plauso pressocché unanime della critica. La pellicola di Tony Benna è un documentario intimo e indagatore sull’esperienza del produttore André Ricciardi e della sua lotta contro il cancro vissuta con leggerezza.
André is an idiot è un documentario fuori dagli schemi, di grande impatto emotivo, uno splendido ritratto delicato della vita contro la morte, dell’amicizia, dell’amore e della mortalità umana presentato come uno spettacolo di stand-up comedy. Un racconto che trabocca di vitalità e umorismo, spassoso e scomodo da guardare, la pellicola è un monito di pubblica utilità.
André Ricciardi inizia il documentario raccontando una sfortunata storia di masturbazione adolescenziale che gli ha lasciato delle schegge nel pene. “Fino ad ora, quello è stato probabilmente il più grande errore che abbia mai commesso”, dice. Questo primato è stato ora superato dal mancato ricorso di André alla colonscopia. Fedele alla sua politica “Niente poliziotti, niente dottori”, André rimanda la procedura anche quando il suo migliore amico Lee lo invita a sottoporsi a una “colonscopia di coppia”. Quando finalmente decide di sottoporsi alla colonscopia… è troppo tardi e gli viene diagnosticato un cancro al colon al quarto stadio che ha raggiunto il fegato.
Il prossimo documentario A24 che rivoluzionerà il genere combattendo la morte e l’idiozia.
The Drama di Kristofer Borgli

Probabilmente il film più atteso di casa A24 (soprattutto dal sottoscritto), il prossimo film del regista norvegese trapiantato a Los Angeles Kristofer Borgli si preannuncia una rom-comedy che scuoterà le fondamente di un genere che sembrava ormai aver esaurito tutte le sue cartucce. Prodotto da Ari Aster (Eddington) e Lars Knudsen, The Drama vede nei due ruoli principali Robert Pattinson e Zendaya che interpretano una giovane coppia innamorata di promessi sposi. Ma quando uno dei due scopre dei segreti della vita dell’altro la relazione attraversa una profonda crisi mettendo alla prova il loro amore.
Kristofer Borgli si è consacrato al grande pubblico e al cinema internazionale grazie alla sua magnifica pellicola Sick of Myself del 2022. Un’opera disturbante dalle sfumature body horror che ritrae in maniera egregia una delle derive più pericolose della nostra società: la ricerca ossessiva e sfrenata della fama e della popolarità, vissute come il Sacro Graal della salvezza. Con questo nuovo film A24 vuole sovvertire le regole del canone della rom-com con un regista che ha dimostrato con i suoi pochi film una capacità non indifferente nel mostrare le maschere nascoste della società, e nello svelare cosa si nasconde dietro il sipario della popolarità e dell’apparenza.
Il film uscirà nelle sale italiane il 2 aprile 2026.
Mother Mary

Anne Hathaway quest’anno non sarà solamente la tormentata sposa greca che attende il ritorno in patria di Ulisse, ma anche l’icona pop musicale Mary, decisa a compiere il suo spettacolare comeback sulla scena con un concerto mozzafiato. E per farlo avrà bisogno di un vestito appositamente disegnato per l’evento. Così, decide di affidarsi alla sua storica costumista Sam Anselm (Michalea Coel) riaprendo delle ferite in realtà mai rimarginate e trasformando la musica in un campo di battaglia emotivo e sentimentale.
David Lowery, regista di A Ghost Story e Sir Gawain e il Cavaliere Verde, dirige un dramma psicosessuale dai toni dark e soprannaturali. Questa non è una storia di fantasmi. Questa non è una storia d’amore. Mother Mary è una preghiera. Una storia crudele di sacrificio, tradimento e redenzione. Lowery aveva diretto nel 2023 l’adattamento live action del film d’animazione Disney Le avventure di Peter Pan, Peter Pan & Wendy. Il film è stato fortemente criticato sia dalla critica che ha visto un calo nella qualità registica di Lowery sia dal pubblico per alcune scelte di casting. Ora sembra che Lowery voglia tornare a lavorare sul genere su cui si è formato e consacrato: il thriller che gioca sulle zone di confine dell’horror, in tensione verso il paranormale ma senza mai sfociare totalmente.
Nel cast anche Hunter Schafer, Kaia Gerber, Jessica Brown Findlay, Alba Baptista, Sian Clifford, FKA Twigs e altri volti emergenti della scena internazionale. La colonna sonora originale include brani inediti di Jack Antonoff, Charli XCX e FKA Twigs. Il film dovrebbe arrivare in Italia ad aprile.
The Undertone di Ian Tuason

Il nuovo horror di A24, non ancora approdato in Italia, sta già spopolando sulle piattaforme social con numerosi creator e spettatori che affermano di aver visto il film horror più spaventoso della loro vita. Il film di Ian Tuason è stato presentato al Fantasia Film Festival di Montreal scatenando delle reazioni di orrore e paura tra il pubblico, tanto da diffondersi immediatamente sui social. Che sia tutto vero o solo un’altra delle strategie di marketing non convenzionali di A24? Non lo sappiamo. L’unico modo per scoprirlo è guardare il film.
Sappiamo quanto in un film horror di qualità sia fondamentale la cura del comparto e audio, e infatti A24, per questo nuovo incubo psicologico, ha deciso di sperimentare usando le vie orrorifiche ed evocative del suono. Un film che stimolerà la vostra immaginazione e le vostre paura passando dalle vostre orecchie.
La storia segue una podcaster specializzata in paranormale che si trasferisce nella casa della madre morente per prendersene cura. Quando inizia a ricevere registrazioni audio di una giovane coppia in attesa di un bambino, tormentata da rumori inspiegabili, si rende conto che ciò che la donna racconta rispecchia in modo inquietante la sua stessa esperienza. Da quel momento, la linea tra indagine e incubo personale si dissolve. Protagonista è Nina Kiri (The Handmaid’s Tale), in quello che si preannuncia come uno dei ruoli più intensi della sua carriera. Il film segna l’esordio nel lungometraggio di Ian Tuason, che firma anche la sceneggiatura. Tuason è già stato scelto per dirigere l’ottavo capitolo della saga Paranormal Activity, segno che Undertone ha colpito nel segno.
The Death of Robin Hood di Michael Sarnoski

Concludiamo il giro di boa con l’ultimo film di Hugh Jackman, che da passa da mutante con artigli della Marvel, a vigilante munito di arco e frecce della Nottingham medievale. The Death of Robin Hood è l’ultimo film di Michael Sarnoski, regista di Pig con Nicholas Cage e A Quiet Place: Day One. Il film, che appare estremamente suggestivo dalle prime immagini, racconta gli ultimi giorni della leggendaria figura di Robin Hood. Non un racconto celebrativo ed elogiativo, ma un messa in discussione delle sue azione compiute.
Robin Hood è ormai anziano, e l’epoca d’oro di Nottingham è un ricordo lontano. Tutto è avvolto nella nebbia offuscata della memoria. Seduto davanti al fuoco, racconta come in realtà lui non sia un eroe, ma un assassino, un fuorilegge che si sentiva al di sopra della legge stessa. Robin Hood è costretto a confrontarsi con i crimini e le efferatezze del passato e , quando rimane gravemente ferito trova rifugio da una donna. Una storia che si prospetta dai toni intimi e malinconici.
Nel cast oltre a Hugh Jackman saranno presenti Jodie Comer, Bill Skarsgård, Murray Bartlett e Noah Jupe. Michale Sarnoski ha detto di aver girato il film in pellicola 35mm per restituire allo spettatore il senso di epicità storica non soltanto attraverso la sceneggiatura degli eventi, ma anche attraverso le ambientazioni.
Il cinema indipendente contemporaneo è interamente nelle mani di A24 e poche altre case di produzione e distribuzione (come NEON). Negli ultimi anni lo studios americano ha dimostrato come la via di salvezza per la settima arte sia quello di lasciare ai registi e ai professionisti il pieno controllo sulla direzione artistica di ogni film. E i risultati non sono tardati ad arrivare.

