Manca sempre meno alla terza stagione della serie targata HBO Euphoria, la popolare serie che ruota attorno ai problemi vissuti da un gruppo di adolescenti con dipendenza, depressione, identità sessuale, relazioni tossiche e la pressione dei social ha conquistato un gruppo vastissimo non solo di giovani, grazie al suo crudo realismo, ai suoi personaggi complessi e stratificati e alle sue scene esplicite e disturbanti. Un mix spettacolare che ha permesso allo show televisivo di coinvolgere e accompagnare tantissimi adolescenti negli ultimi anni.
Spesso è difficile trovare altri film o serie TV in cui tutti questi elementi sono uniti in questo stesso modo. Se vi siete persi ore e ore a cercare film che avessero l’atmosfera di Euphoria o che parlassero delle stesse tematiche, allora oggi potete smettere di cercare. Oggi vi proponiamo 5 film che per le loro atmosfere o tematiche o personaggi fuori dagli schemi non potranno fare a meno di ricordarvi la cittadina suburbana di Los Angeles o i corridoi delle scuole americane della serie.
Sick of Myself di Kristofer Borgli

Scritto e diretto da Kristofer Borgli, che uscirà quest’anno con The Drama con Robert Pattinson e Zendaya, il film, di produzione norvegese, è un viaggio contorto e disturbante nella mente di una giovane ragazza insoddisfatta della propria vita.
Signe è una giovane dipendente di un bar fidanzata insieme a Thomas, un famoso scultore conosciuto per il suo particolare stile artitistico. Signe è ogni giorno più gelosa dell’attenzione che Thomas riceve sui social e dai loro amici. Un giorno mentre naviga su internet viene a sapere di un antidepressivo creato da una casa farmaceutica russa che produce gravi effetti collaterali sulla pelle, sul viso e su tutto il resto del corpo deformando l’aspetto di una persona. Signe lo ordina e inizia ad assumerne in quantità esagerata. In pochi giorni arrivano gli effetti spaventosi tanto desiderati, portando le persone attorno a lei a darle l’attenzione morbosa che tanto desiderava.
Sick of Myself è un film incredibilmente lucido e spaventoso della nostra società, un ritratto della perversione e del bisogno di attenzione sempre maggiore a cui i social ci hanno costretto. Un mondo in cui se nessuno ti guarda, se nessuno ti cerca senti di non esistere realmente. Sick of Myself porta alle estreme conseguenze le contraddizioni della fama e della popolarità, mettendo in scena le relazioni tossiche, la salute mentale e il senso di identità.
Bottoms di Emma Seligman

Dalla fredda e depressa Norvegia passiamo alla calda e soleggiata New Orleans. Diretto da Emma Seligman (Shiva Baby) e scritto da Seligman e Rachel Sennott (I Love LA), Bottoms è un film che cerca di rivoluzionare la commedia adolescenziale americana con elementi pulp in stile Fight Club uniti alle tematiche queer delle relazioni sentimentali, e delle prime esperienze sessuali.
PJ e Josie sono due adolescenti lesbiche ancora vergini innamorate delle ragazze più popolari e belle della scuola, le cheerleaders Brittany e Isabel. Purtroppo non godono di grande fama, e vengono etichettate come le “lesbiche sfigate”. Una sera vedono Isabel litigare con il suo ragazzo Jeff e per aiutarla a scappare la fanno salire in macchina, e sgommano via ferendo Jeff. Il preside decide di espellerle per aver ferito il ragazzo, ma Josie mente dicendo che si stavano allenando per un club di difesa femminista per evitare la punizione. PJ e Josie così si ritrovano a fondare un club di difesa femminista con lo scopo di attrarre le ragazze più belle della scuola.
Il film è un tripudio di colori accesi scanditi da tempi comici perfetti con un uso magistrale delle musiche e del montaggio. Bottoms mette in scena con autoironia e leggerezza le difficoltà della comunità LGBTQIA+ nelle prime esperienze sentimentali e sessuali, e come queste possano rivelarsi a volte deludenti. Le due protagoniste interpretate da Rachel Sennott e Ayo Edebiri sono una coppia formidabile e magnetica di cui non potrete fare a meno di innamorarvi.
Priscilla di Sofia Coppola

Dietro grandi uomini si nascondono spesso grandi donne, e infatti è così anche per Elvis e Priscilla. L’anno dopo l’uscita di Elvis di Baz Luhrmann, Sofia Coppola presenta una biografia struggente e drammatica sulla vita della femme fatale della rockstar di Memphis.
Priscilla è una ragazza di 14 anni che vive nella fredda Germania Ovest. Una sera a una festa incontra la rockstar più adorata e popolare del momento, Elvis Presley. Tra i due si accende immediatamente una passione intensa e coinvolgente, che porterà la giovane Priscilla a vivere a casa della giovane rockstar. La relazione tra i due giovani innamorati viene ostacolata dalla famiglia di Priscilla che temono per il futuro della giovane figlia.
Sofia Coppola dirige una pellicola dai toni morbibi e tenui che parla del primo amore, quello vero, quello che non si dimentica mai. Un film che, come Euphoria, parla di formazione e adolescenza, di una relazione tossica che insegue un amore che a tratti sembra non esistere più. Un amore che si è acceso e ha divampato in fretta per poi spegnersi dopo poco.
How To Have Sex di Molly Manning Walker

Con le prime esperienze sessuali si scopre un nuovo mondo, sensazioni fisiche ed emotive che prima non conoscevamo e non pensavamo di poter provare. Tra queste novità c’è anche il concetto di consenso. Mia McKenna-Bruce, in questi giorni su Netflix con I sette quadranti di Agatha Christie, porta sullo schermo una performance attoriale di fisicità e intensa espressione emotiva.
Le migliori amiche sedicenni Tara (Mia Mckenna-Bruce), Em e Skye vanno in vacanza a Creta per festeggiare la fine degli esami. Tara è ancora l’unica vergine del trio e sente su di sé la pressione di voler eguagliare le esperienze sessuali delle amiche. In albergo le tre amiche conoscono Badger, Paddy e Paige con cui decidono di trascorrere delle serate. Nonostante si senta attratta da Badger, Tara va in spiaggia con Paddy dove perde la verginità. Ma l’esperienza non si rivela come lei pensava.
Molly Manning Walker dirige una pellicola cruda in cui mette a nudo le relazioni adolescenziali nella loro semplcità, senza alcun tipo di giudizio, mostrando come spesso gli adolescenti siano mossi facciano del bene o del male unicamente per compiacere i coetanei, e per sentirsi parte integrante del gruppo.
Pleasure di Ninja Thyberg

Nella nuova stagione di Euphoria vedremo Cassie impegnata nella sua carriera da onlyfanser, verrà quindi affrontato il tema della sessualizazzione e della pornografia. Non sappiamo in che maniera verrà affrontato, ma per non arrivare impreparati su un argomento così contorto è fondamentale recuperare Pleasure.
La diciannovenne Linnea, con il nome d’arte Bella Cherry, si trasferisce dalla Svezia a Los Angeles con la speranza di diventare una pornostar di successo. Sotto la guida del suo manager, Bella inizia a farsi strada nell’industria pornografica accettando diverse riprese tra cui una scena di sadomaso, ma Bella è decisa a spingersi oltre e chiede al suo manager di procurarle delle scene hardcore per farsi notare dai manager e dalle case più importanti.
Con il suo lungometraggio d’esordio, Ninja Thyberg realizza un’opera post-porno che scardina l’immaginario tradizionale del cinema hard, portando alla luce il dietro le quinte dell’industria pornografica. La regista mostra un sistema segnato da violenze, abusi e dinamiche di potere oppressive, in cui molte giovani donne vengono spinte a interpretare scene umilianti e degradanti, spesso a discapito della loro dignità e del loro consenso. Il film diventa così una denuncia lucida e disturbante di un mondo che mercifica i corpi e normalizza la sopraffazione..
Sempre in bilico tra il cedere alle proprie debolezze e paure o vincere il sistema da cui sono sopraffatti, le protagoniste di queste storie emblematiche riescono a lasciare il segno nella memoria grazie alla loro energia. Come Euphoria, anche questi film hanno un’estetica potentissima che mette in mostra la cruda realtà in cui ogni giorno ci troviamo a combattere.

