La serie Netflix The Residence è uscita a marzo del 2025 in Italia, nonostante una critica equilibrata non ha convinto il pubblico e non andrà quindi oltre la prima stagione. Il pubblico è sovrano ma non sempre ha ragione.
Nell’era dello streaming e dei social, l’accesso ai contenuti è diventato semplice, veloce e immediato; pensate alla velocità con la quale si scrolla tra un reel e l’altro, pensato a quanta offerta è possibile trovare nelle piattaforme, le scorriamo per ore senza riuscire a decidere. Capita così di perderci qualcosa in questo mare, qualcosa che magari meritava la giusta attenzione finendo nel fondo.
The Residence un giallo “old school” e sopra le righe

Cena di stato alla Casa Bianca, un incontro diplomatico pieno di imprevisti diventa teatro di un omicidio. L’usciere capo Wynter (Giancarlo Esposito, la star di Better Call Saul), la più alta carica che si occupa della gestione della residenza più importante al mondo, viene trovato morto nella sala da biliardo; una scena del crimine con 157 sospettati per i quali viene incaricata la stravagante detective Cordelia Cupp (Uzo Aduba, l’instabile detenuta Occhipazzi di Orange is the new black) di interrogare e risolvere il crimine. Sembrerebbe che tutti i membri della famiglia presidenziale e dello staff, dal lontano al più vicino al presidente, possano avere avuto un buon motivo per eliminare il capo Wynter.

Gli otto episodi che compongono la serie sono un intricato mistero fatto di intrighi, bugie, flashback, intuizioni geniali e scene che sconfinano nel tragicomico. Un giallo brillante che ricalca le ambientazioni di Agatha Christie, il dinamismo di Cluedo e la comicità disarmante delle parodie di Mel Brooks; le eccentriche abitudini della detective Cupp sono talmente fastidiose che allenano gli addominali quando si inizia a ridere, i substrati e i tratti autistici della sua personalità riescono a sorprendere continuamente lo spettatore. Una grande prova attoriale della protagonista Uzo Aduba, vincitrice di 5 Emmy Awards e un Tony Awards, che conferma il suo talento sia televisivo che teatrale.
Un cast “improbabile”

The Residence abbraccia diversi argomenti delicati che sono portati in scena da un cast molto azzeccato formato da volti altrettanto noti ai divoratori seriali oltre che ai più occasionali.
La celebre “vittima” degli eventi Giancarlo Esposito racconta molto di quello che si crede, Uzo Aduba dovrà indagare sui retroscena di una famiglia presidenziale, un po’ Pride e un po’ Pregiudizio, formata dal Presidente Perry Morgan, interpretato da Paul Fritzgerald, e dal suo First Gentlemen Elliot intepretato da Barrett Foa (si avete capito benissimo) con parenti ingrati annessi come il fratello del presidente, Tripp che ha la faccia di Jason Lee (My name is Earl) e la stella del Saturday Night Live Jane Curtin nella vestaglia della delusa madre e un po’ troppo affezionata alla bottiglia.
Nel cast anche una “ibernata” Kylie Minogue nei panni di sé stessa che sfoggia una inaspettata comicità e autoironia; non può mancare la goffa spalla della brillante detective: Randall Park nei panni di un omonimo Edwin Park. E tanti altri nomi che caratterizzano personaggi sopra le righe e che regalano in ogni puntata comicità, mistero e momenti emotivamente forti.

Questa è una serie che per tanti motivi avrebbe meritato un po’ di fiducia. La critica, che si potrebbe definire tiepida, pur elogiando le ambientazioni curatissime non ha apprezzato la durata degli episodi (50-60 minuti). Sembra incredibile ma non siamo più abituati ad una soglia dell’attenzione che superi i 20-30 minuti. Se sommiamo questi aspetti e aggiungiamo gli alti costi di produzione il risultato è facilmente intuibile. A questo punto, tentiamo di andare oltre le classifiche e i contenuti consigliati dalle piattaforma, non mancheranno le sorprese… come The Residence.

