Due Spicci Netflix, la nuova serie animata di Zerocalcare arriva sulla piattaforma a maggio 2026.
Questa volta sarà probabilmente un vis-à-vis con una nuova, fondamentale tappa nella vita di ognuno di noi. Perché, stando alle anticipazioni di Zerocalcare, pseudonimo di Michele Rech, parlerà di quel momento in cui le amicizie, quelle vere, non sono più un porto sicuro.
Cosa succede quando diventano l’ennesimo campo minato da attraversare in punta di piedi? La nuova serie Netflix indaga proprio questo: il momento in cui crescere significa trovare l’ennesimo compromesso nelle relazioni interpersonali della vita; il momento in cui dobbiamo capire cosa succede nella nostra strada.
E così, in questo nuovo capitolo, lo seguiamo nel disagio che accompagna la crescita e l’età adulta, raccontato ancora una volta con la partecipazione di Valerio Mastandrea, iconica voce dell’Armadillo.
Perché “Due Spicci” fa rosicare i romani

Un titolo che fa rosicare tutti i romani. Lo sappiamo Michele, che ne eri consapevole: ce l’hai detto anche in occasione della presentazione della serie (ecco la provai), ma va sottolineato. Perché la romanità in Zerocalcare è un linguaggio identitario, che dà voce al contesto urbano e alla mentalità che circondano Michele, oltre che aipersonaggi complessi che incontriamo nelle sue storie. Il dialetto romano entra nei dialoghi come strumento di verità: abbrevia le distanze, rende credibili i personaggi e trasforma Rebibbia in un luogo da cui osservare il mondo con sarcasmo e affetto, attraverso gli occhi di Secco, Sarah, Alice, Zero e di ognuna delle persone che incrociamo.
Questo, insieme alla volontà di raccontare la difficoltà di centrarsi in un mondo fatto di caos, responsabilità e relazioni, è il filo rosso che attraversa tutta la narrazione di Zerocalcare, dai primi fumetti alle serie animate.
Strappare lungo i bordi: dove eravamo rimasti

Ci siamo lasciati con l’artista con la serie “Strappare lungo i bordi”, che racconta una generazione che non trova una direzione da perdere e si sente, quindi, persa. E in fondo era difficile capire cosa fare già da bambini, con quelle forbici troppo grandi che cercavamo di maneggiare e con cui, puntualmente, tagliavamo troppo dentro ai disegni.
Per quel che possiamo vedere non è cambiato poi molto: le nostre mani sono più grandi e ferme, ma le forbici ancora non sappiamo tenerle. Meno che mai abbiamo capito la direzione della linea tratteggiata da seguire.
Le verità nei personaggi
Qui Zerocalcare ci consegna due verità attraverso i personaggi di Alice, Sarah e Secco. La prima è che non sappiamo come proseguire nel percorso di crescita, abitanti di una società precaria e instabile, e ogni giorno cerchiamo di compiere passi giusti verso una direzione. Quale che sia. La seconda è che, il più delle volte, siamo dei egocentrici che dimenticano di aprirsi a un confronto con il mondo. Viviamo decisamente troppo ancorati al nostro punto di vista.
Siamo dei fili d’erba
Per questo forse la frase più bella che possiamo custodire e ricordare, dalla serie, è che siamo solo dei fili d’erba. Il vento ci scompiglia e ci ricompone: facciamo parte di qualcosa di grande ma, ognuno con la propria vita, non abbiamo il peso del mondo sulle spalle. Un bel sollievo, vero?
E anche se apparteniamo a una generazione spaventata, che si ritrova sola e instabilmente alla ricerca di una direzione, possiamo ancora portarci a casa i nostri risultati. Possiamo ancora lottare per ritrovare entusiasmo, perché quel vento che ci scompiglia non porta solo tempesta. E sarebbe bene ricordarlo sempre.
Zerocalcare e il ritratto di una generazione che non trova una direzione
Emerge chiaramente, quindi, il vero protagonista della narrazione che ci ha proposto con le sue serie Netflix, “Questo mondo non mi renderà cattivo” e “Strappare lungo i bordi”. Parliamo di noi, di questa generazione impaurita, che dovrebbe tirare fuori la grinta e prendere a pugni questa vita.
Ricordandoci che “ci si può sempre scaldare un po’ con quelle poche carte che abbiamo in mano, anche quando appaiono frastagliate e malconce”. E che spesso, mentre queste carte bruciano e ci scaldano, ci sono dei buoni amici accanto a noi. Anche se pensano solo al gelato, come Secco.

Due Spicci Netflix. Cosa aspettarci?
Conoscendo l’anima delle storie di Zerocalcare, attendiamo quindi la nuova serie con un timore velato: quello di vedere rappresentata una crepa presente in ognuno di noi. Di vedere pubblicamente raccontata una consapevolezza che non può essere ignorata. Ciononostante, è bello vedere che nelle nostre fragilità, non siamo soli. Ed è per questo che aspettiamo di rivedere i nostri personaggi sugli schermi Netflix.
Perché quando si sa che non si affrontano da soli, i mostri diventano più piccoli.E noi guadagniamo una tregua temporanea. E se questo non dovesse bastare, scopri le prossime uscite con cui distrarti in piattaforma!

