Netflix apre l’anno con la coinvolgente campagna What Next, suggerendo che nel 2026 l’offerta della piattaforma sarà senza precedenti, con titoli come One Piece e The Boroughs. Tuttavia, in pochi si aspettavano una live come quella di Skyscraper Live, prodotto che si inserisce nella strategia di Netflix di espandere la propria presenza nel mondo dello sport, affiancando alle docu-serie anche eventi live pensati come appuntamenti globali. Un’evoluzione che trasforma lo sport da racconto a esperienza in tempo reale, avvicinando la piattaforma a un linguaggio sempre più simile a quello dei grandi broadcaster tradizionali.
Alex Honnold, il leggendario climber che ha conquistato El Capitan
Alex Honnold è un climber americano nato nel 1985 in California, diventato celebre per la storica scalata in free solo di El Capitan nello Yosemite, raccontata nel documentario Free Solo, vincitore dell’Oscar. Il 25 gennaio 2026 ha affrontato in diretta una nuova folle sfida, scalando il grattacielo Taipei 101 nella capitale di Taiwan senza corde né protezioni, confermando la sua straordinaria capacità di concentrazione e controllo mentale.
Un’impresa epica
Un’impresa realizzata, finora, solo da Alain Robert, lo spiderman francese. Il climber l’aveva scalato nel 2004 in tope rope, quindi assicurato alla corda, anche per colpa di condizioni metereologiche avverse. Per la ripresa di Skyscraper, invece, Netflix ha seguito l’intera impresa in free solo, per una salita lunga quasi 508 metri, trasformandola in un evento sportivo live unico nel suo genere.
Un’esperienza da cui traspare la sua calma, la razionalità e una scientificità quasi ossessiva nell’affrontare i rischi dell’arrampicata, qualità che lo hanno reso oggi una vera e propria leggenda nel mondo del climbing.

Free Solo, quando l’arrampicata diventa una sfida estrema
Chi pratica questo sport lo sa bene: la sfida più grande sulla parete sono i limiti psicologici. Quando si affronta una salita, la testa guida il corpo, le mani e i piedi, in un ritmo che si coordina e anima la performance dell’atleta.
Ma il gesto atletico è solo una parte di tutto questo. Quando parliamo di free solo, cioè scalate senza corde, imbracature o protezioni, una pratica estremamente pericolosa che richiede forza, concentrazione mentale e precisione assoluta, la faccenda si complica. Perché se già normalmente volare in falesia è qualcosa che fa saltare un battito a moltissimi climber, e parliamo di pochissimi metri, con una corda e un grigri a sorreggerci, in free l’atleta può contare solo sulle proprie forze. E sulla magnesite, ovvio.
Il fascino dell’ arrampicata
Un’impresa, quindi, in cui lo studio è fondamentale, così come la lucidità e il riposo. L’arrampicata è uno sport affascinante, che tiene il fiato sospeso fino all’ultima presa, ma come tutti gli sport estremi necessita di una buona dose di consapevolezza per essere affrontata al meglio. Ed è in questa consapevolezza che Alex Honnold mostra il suo genio.

Netflix Sport rivoluziona l’intrattenimento live
La scalata del grattacielo è avvenuta la mattina del 25 gennaio, dopo un ritardo di 24 ore a causa del maltempo. Per circa un’ora e mezza, Alex Honnold ha affrontato il Taipei 101 senza corde né protezioni, mentre Netflix seguiva ogni metro della salita, trasformando l’impresa in un evento live unico nel suo genere.
A complicare la performance, il vento ha reso la sfida ancora più estrema, chiedendo allo scalatore una lucidità e una fermezza mentale assolute. Lo spettatore, seguendo la diretta con i commentatori, ha potuto vivere l’adrenalina, il rischio e la precisione necessaria in ogni singolo movimento.
Con Skyscraper Live, Netflix sta spingendo sempre di più verso contenuti sportivi ed eventi live, e questa esperienza potrebbe segnare solo l’inizio di una nuova fase per la piattaforma.
Rischio e spettacolo: il dibattito etico sugli sport estremi in TV
Un’impresa degna di nota, ma che solleva naturalmente qualche interrogativo. Non passa inosservata al pubblico di Netflix l’entità del rischio che Alex Honnold ha corso cimentandosi in questa impresa. Viene quindi naturale chiedersi se sia il caso di trasmettere eventi live del genere, con il rischio di eventuali emulazioni. Tuttavia, il fenomeno non è nuovo: lo sport è da sempre anche intrattenimento, fin dai grandi show televisivi degli anni ’90.
Un altro climber
Basti pensare che nel 1993 il climber italiano Alessandro “Jolly” Lamberti, noto per le sue imprese pionieristiche nell’arrampicata sportiva e per la capacità di combinare tecnica e audacia, affrontò la salita sulla prua di una nave da crociera “Costa Crociere” (assicurato con la corda), salendo in diretta per 50 metri con un’inclinazione di 67°.
Prendiamo ispirazione, senza imitarli
Nell’ambiente dell’arrampicata, la distinzione tra free solo e arrampicata sportiva è ben nota, e sono rarissimi i casi in cui uno scalatore si cimenta in una disciplina così estrema. Bisogna sempre ricordare, però, che grandi personaggi come Honnold o Jolly servono a ispirarci, non ad essere emulati. Dalle loro performance possiamo trarre coraggio e motivazione per affrontare i nostri limiti, senza dimenticare il rispetto per il rischio reale.
La domanda resta quindi aperta: è giusto trasformare imprese così pericolose in spettacolo mediatico, o dovremmo forse limitarci a raccontarle con rispetto?

