Undici è davvero sparita? La rabbia e il dubbio che non riesce a placarsi

Undici è davvero sparita? La rabbia e il dubbio che non riesce a placarsi

C’è qualcosa di profondamente ingiusto nel modo in cui Stranger Things ci ha salutati. Non tanto per ciò che abbiamo visto, ma per ciò che non ci è stato concesso sapere.

Matt e Ross sono già al lavoro

Matt e Ross Duffer sono già tornati al lavoro sul prossimo capitolo del franchise. Parlano di una “mitologia completamente diversa”, di una tabula rasa fatta di personaggi nuovi, una nuova città e un nuovo mondo. Nessun legame diretto, nessun volto familiare. Un reset totale. E mentre loro guardano avanti, noi restiamo fermi lì, sospesi nell’ultima inquadratura di Hawkins, con troppe domande che continuano a ronzare in testa.

È rassicurante sapere che Stranger Things continuerà a vivere? Forse. Ma è anche doloroso. Perché prima di voltare pagina, avremmo voluto chiuderla davvero, quella storia.

Undici è morta oppure no?

È la domanda che ci accompagna dalla visione dell’ ultimo episodio. La serie non ce lo dice chiaramente. Ci lascia appesi alle parole di Mike, a quella possibilità sussurrata: “È riuscita a scappare”. Ma se è così, se Undici è viva, allora qualcosa non torna. Anzi, molte cose.

Perché non contattare i suoi amici?

Se Undici è scappata, perché non ha mai contattato i suoi amici? Perché in diciotto mesi di silenzio non ha trovato un modo, uno solo, per far sapere a Will, a Dustin, a Lucas che era viva? Perché non tornare ad Hawkins, o almeno provarci? E soprattutto: perché non cercare Mike?

Mike e l’ amore per Undici

Mike, che l’ha amata in silenzio, che l’ha capita più di chiunque altro, che ha sempre sentito il peso del Sottosopra anche quando sembrava finita. Possibile che Undici abbia scelto di sparire così, senza una parola, senza un segno? O dobbiamo accettare l’idea ancora più crudele: che non abbia potuto farlo?

La rabbia nel non sapere

Ed è qui che nasce la rabbia. Non quella urlata, ma quella sorda, che resta addosso. La sensazione che Stranger Things ci abbia chiesto tantissimo a livello emotivo, il crescere con quei personaggi, il soffrire con loro e il finire ad amarli, senza però restituirci una vera chiusura. Come se l’ultima stagione fosse stata meno un finale e più un’interruzione. Subito abbiamo pensato che questo potesse essere positivo, una porta aperta per, magari, un ritorno futuro della nostra amata squadra. Ma no….

L’ultima intervista dice il contrario

Ora ci dicono che il futuro del franchise sarà altrove. Nuovi mondi, nuove mitologie, nuovi protagonisti. Tutto legittimo, tutto potenzialmente interessante, ma cosi Il fatto che i creatori abbiano deciso di lasciare al pubblico se credere alla teoria di Mike piuttosto che a quello che hanno visto non è poetico, ma disarmante. Un andarsene senza aver salutato davvero.

I dubbi che restano

Forse è proprio questo che fa più male. Non sapere se Undici ha avuto davvero una possibilità, una vita dopo tutto quel dolore. Non sapere se Mike ha smesso di aspettare qualcuno, perché non sarebbe mai tornato o se non si godrà mai appieno la vita, perché ha la speranza che la sua Undi torni. Non sapere se quell’ultima battaglia è stata una fine o solo una ferita lasciata aperta con tutti i nostri giustissimi dubbi.

E allora sì, è difficile decidere se queste parole ci rassicurino oppure no. Perché prima di essere pronti a esplorare un nuovo mondo, avremmo solo voluto una cosa molto semplice: sapere come finiva davvero questo.

Deborah Muratore

La mia passione per il cinema nasce da bambina, quando con mio padre organizzavamo serate a tema dividendo le settimane in categorie. Da allora non mi sono mai fermata, con un debole particolare per gli horror. Empatica e sempre sorridente, amo anche i cavalli, le persone genuine e la creatività in tutte le sue forme.